Immaginiamo questa situazione: apri Instagram, scorri il feed per qualche minuto - e nel giro di pochissimo, senza nemmeno accorgertene, una vocina inizia a parlarti: "Ma perché il mio disegno non è così? Come fa ad essere così brava? Io non arriverò mai a quel livello."
Se ti è successo almeno una volta, sei in buona compagnia.
Il confronto con gli altri artisti è una delle esperienze più comuni — e più dolorose — di chi disegna. Non importa se sei alle prime armi o se disegni da anni: la trappola del confronto non fa distinzioni.
In questo articolo vedremo perché succede, cosa dice la psicologia a riguardo e, soprattutto, come smettere di paragonarti agli altri — o perlomeno come imparare a farlo in modo che ti aiuti invece di bloccarti.
Perché ci si confronta con gli altri artisti?
Prima di tutto, è utile capire da dove viene questo meccanismo — perché il confronto non è un “difetto”, ma qualcosa di molto più radicato.
Preciso che non sono uno psicologo e non intendo sostituirmi ad esso; perciò mi baserò su ciò che ho letto su teorie confermate da professionisti, cercando di riadattarlo al tema artistico.
Nella psicologia sociale c’è un nome preciso per questo fenomeno: si chiama teoria del confronto sociale (Social Comparison Theory), ed è stata formulata negli anni '50 dallo psicologo Leon Festinger. Secondo Festinger, gli esseri umani tendono naturalmente a valutare le proprie capacità confrontandosi con gli altri, soprattutto in assenza di criteri oggettivi di misurazione.
In altre parole: non sapendo esattamente "quanto sei bravo", vai alla ricerca di un riferimento esterno. E nell'era dei social, di riferimenti esterni ne trovi anche troppi — il problema è che sono tutti filtrati, tutti scelti perché sono “i migliori”.
Il problema non è il confronto. Il problema è quando il confronto smette di essere un'analisi tecnica e diventa un giudizio sul tuo valore personale. Quando passi da "quella illustrazione è tecnicamente più avanzata della mia" a "io non sono abbastanza bravo".
La trappola del confronto: come si manifesta
Il confronto distruttivo si riconosce perché ti toglie le energie. Spesso si manifesta con queste domande:
"Perché penso sempre che gli altri siano più bravi di me?" Spesso non è una questione di bravura oggettiva, ma di percezione distorta. Sui social vedi solo il meglio di ciascun artista — non i disegni lasciati da parte, non le giornate senza ispirazione, non i mesi in cui non riuscivano a fare una linea decente. Stai guardando il loro disegno finito confrontandolo con il tuo lavoro ancora in corso, con il tuo percorso in fase di crescita, mentre casomai l’artista con il quale ti stai confrontando è tecnicamente molto più avanti di te.
"Perché mi sento bloccata quando vedo artisti più bravi?" L'esposizione continua a livelli che percepisci come irraggiungibili genera un senso di inadeguatezza così forte da bloccare l'azione. Invece di ispirarti, ti immobilizza.
"Gli altri artisti sono davvero così più bravi, o è una mia impressione?" Spesso è una combinazione delle due cose. Sì, ci sono artisti più esperti di te — esattamente come tu sei già più avanti di qualcun altro che sta iniziando oggi. Ma la percezione che il divario sia incolmabile è quasi sempre distorta.
Instagram e il confronto: come usarlo senza sentirti inferiore
È utile studiare altri artisti o peggiora la situazione?
Questa è una delle domande più frequenti — e la risposta è: dipende da come lo fai.
Studiare gli artisti che ammiri è fondamentale per crescere. Ne ho parlato anche in un articolo dove introducevo l'importanza del circondarsi delle persone giuste per "avere successo". Osservare chi è più avanti di te — le sue illustrazioni con occhio “tecnico” e “critico” — è uno degli esercizi più efficaci.
Il difficile è separare l'analisi tecnica dal giudizio personale. Puoi guardare l'illustrazione di un artista che ammiri e pensare: "Qui ha usato il colore in modo interessante, voglio capire come lo fa." Oppure puoi guardare la stessa illustrazione e pensare: "Io non riuscirò mai a fare una cosa del genere." Stessa opera, due modi completamente diversi di guardarla.
Il primo ti fa crescere. Il secondo ti blocca.
In base alla mia esperienza personale, percepire gli altri come “irraggiungibili” ci porterà a sentirci sempre inadeguati, con il rischio di sentirsi così indietro da voler smettere di disegnare, perché percepiamo la distanza come incolmabile.
È fondamentale riuscire a pensare in maniera costruttiva. Lo dobbiamo a noi e al bene della nostra arte.
Come usare il confronto in modo positivo: 5 consigli pratici
Come gestire il perfezionismo nel disegno
Il confronto e il perfezionismo spesso vanno a braccetto. Il perfezionismo nasce in parte dall'esposizione continua a lavori finiti e “perfetti” (il discorso di Instagram che abbiamo fatto prima) — e alimenta la sensazione che il proprio disegno non sia mai "abbastanza".
Una cosa che ho imparato nel tempo è che il perfezionismo è un meccanismo di difesa. Finché il disegno non è "perfetto", non lo mostri. E finché non lo mostri, non rischi il giudizio. È una strategia di protezione, ma non ti aiuta necessariamente a crescere.
Il modo per uscirne è imparare a separare la fase di creazione da quella di valutazione. Quando disegni, disegna. La valutazione viene dopo — e anche quella ha i suoi limiti.
Conclusione
Non è realistico pensare di smettere completamente di confrontarsi con gli altri — e non è nemmeno l'obiettivo giusto. Il confronto fa parte del processo di apprendimento, ed è uno degli strumenti più potenti che hai per capire dove vuoi arrivare, purché avvenga in modo costruttivo.
Quello che puoi fare è imparare a riconoscere quando il confronto ti sta aiutando e quando invece ti sta bloccando — e avere qualche strumento concreto per ridirigere quell'energia verso la tua crescita.
Da anni aiuto artisti nell’imparare a confrontarsi in maniera costruttiva, senza giudizi negativi e affrontando i blocchi che si presentano lungo il percorso. Ognuno ha una storia differente, ma sapere di trovarsi in un luogo costruttivo, aiuta a superare molti di questi aspetti, anche in poco tempo. Se ti interessa puoi dare un’occhiata alla mia Academy di disegno digitale, dove insegno l’arte digitale senza giudizio, per imparare — come spesso amo dire — con serenità e senza blocchi.
Il tuo percorso è tuo, e nessuno potrà mai replicarlo. Non inizia dove finisce quello di qualcun altro, ricordalo sempre.